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ll temperamento

Il temperamento è l’insieme delle differenze individuali a base biologica e innata rilavabili nel comportamento che compaiono molto precocemente e che sono relativamente stabili nel corso del tempo e in situazioni diverse.
Queste differenze portano l’individuo a reagire agli stimoli ambientali con determinate modalità anziché altre. Tali modalità sono l’intensità, la frequenza e la soglia delle risposte affettive. Ciò significa che per ogni individuo vi sono delle soglie tipiche di attivazione delle emozioni positive e dei sentimenti di piacere, come pure di quelle dolorose e delle risposte aggressive conseguenti a queste.
Solitamente, il temperamento viene suddiviso in nove dimensioni:
Attività: Fa riferimento all’attività motoria del bambino e alla proporzione tra periodi attivi e periodi inattivi. Alcuni bambini sono fin dai primi giorni più attivi degli altri mentre vi sono bambini che tendono a muoversi meno.
Ritmicità: Alcuni bambini hanno sonno o fame più o meno alla stessa ora della giornata e rendono così facile l’organizzazione della giornata a chi si prende cura di loro. Altri bambini sembrano piuttosto irregolari e imprevedibili.
Approccio/Ritirata: alcuni bambini di fronte ad una nuova situazione sociale sorridono o si allungano per toccare un oggetto nuovo, mentre altri piangono, si allontanano, spingono via un oggetto nuovo…
Adattabilità: alcuni bambini accettano senza troppo protestare cambiamenti negli orari dei pasti, del sonno, si adattano facilmente a dormire in posti nuovi; altri, invece, si oppongono ai cambiamenti e si adattano con difficoltà e hanno bisogno di molto tempo per accettare serenamente le modificazioni.
Intensità: è l’intensità delle reazioni emotive dei bambini: ad esempio alcuni bambini, quando hanno fame o sono stanchi, piagnucolano sommessamente; altri invece piangono forte e strillano.
Umore: si riferisce al tono prevalente dell’umore. Ad esempio, alcuni bambini si svegliano sempre sorridendo, mentre altri si svegliano con urli e strepiti.
Distraibilità: ci sono i bambini facili da distrarre che sono anche facilmente consolabili quando sono piccoli, e bambini che, al contrario, faticano a farsi distrarre e a farsi consolare.
Persistenza: è la capacità di continuare l’attività in corso per molto tempo.
Soglia: si riferisce all’intensità della stimolazione necessaria a evocare una risposta evidente.
Il temperamento, quindi, viene definito come il modo prevalente di agire in queste nove differenti dimensioni.
Dalla combinazione delle diverse polarità in queste dimensioni (ad esempio, un bambino che è attivo, regolare negli stati, che entra in relazione con gli altri con facilità ecc…) nascono tre temperamenti: temperamento facile, temperamento difficile e temperamento “lento a scaldarsi”.
Il bambino dal temperamento facile si caratterizza per la regolarità delle funzioni biologiche, prevalenza di risposte positive di approccio a situazioni e persone nuove, rapida adattabilità ai cambiamenti, umore prevalentemente positivo. Livello delle risposte non eccessivamente intenso.
Il bambino dal temperamento difficile è caratterizzato da reazioni biologiche irregolari, prevalenza di reazioni di ritiro di fronte a situazioni nuove, lentezza nell’adattarsi ai cambiamenti, umore prevalentemente negativo e risposte di intensità elevata.
Infine, il bambino con temperamento “lento a scaldarsi”, tende a ritirarsi di fronte alle persone e alle situazioni nuove e si adatta lentamente ai cambiamenti. Tende ad avere reazioni non intense e ad essere regolare nei ritmi. Questi bambini sembrano avere solo un po’ più di tempo per adattarsi rispetto ai bambini facili.
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